Sabato e [specialmente] domenica scorsa si sono svolte le Elezioni Primarie per la scelta del candidato Sindaco della coalizione di centro-sinistra a Milano, in vista delle prossime Elezioni Amministrative in programma nella tarda primavera.
| Da sinistra, Giuseppe Sala, Antonio Iannetta, Francesca Balzani e Pierfrancesco Majorino |
Molto è stato scritto e detto, nelle settimane della campagna elettorale, sui profili, le idee e i programmi dei vari candidati, oltre che sulle ragioni che hanno spinto ciascuno a candidarsi.
Ora, però, le Primarie si sono concluse, con la vittoria di Giuseppe Sala. Il candidato sostenuto da buona parte del Partito Democratico, e "consigliato" dal suo Segretario [e Presidente del Consiglio] Matteo Renzi, è arrivato primo con il 42,2% dei voti [25.593 voti], distanziando Francesca Balzani, fermatasi al 33,8% dei voti [20.510 voti], Pierfrancesco Majorino, al 22,9% [13913 voti], e Antonio Iannetta, allo 0,7% [413 voti].
Sala dunque ha vinto ma non stravinto.
Ma Sala ha meritato questa vittoria? È davvero il candidato preferito dal "Popolo delle Primarie"?
Ebbene, guardando ai risultati pare proprio di no. I due altri candidati "effettivi", Balzani e Majorino, hanno - insieme - raccolto molti più voti di Sala.
Non è un ragionamento preciso, si potrebbe dire, e difatti non significa che se Balzani o Majorino si fossero ritirati il restante, tra i due, avrebbe automaticamente ricevuto tutti i voti dell'altro. Significa invece che i due candidati più "di sinistra" hanno raccolto, insieme, una solida maggioranza di voti [il 56,7%].
Cosa sarebbe successo se Majorino si fosse ritirato in favore di Balzani? Non si può dirlo, come non si potrebbe dire nulla sul contrario.
Quel che è certo, però, è che tra i due candidati "di sinistra" Pierfrancesco Majorino è andato molto peggio di Francesca Balzani.
Analizzando l'andamento della Campagna Elettorale per le Elezioni Primarie, infatti, un dato salta subito all'occhio: Majorino è stato di gran lunga il primo competitor a candidarsi ufficialmente, nel luglio 2015, molti mesi prima di Balzani [candidatasi invece solo nel dicembre 2015] e dello stesso Sala [sempre nel dicembre 2015, dieci giorni prima di Balzani, sebbene fosse stato corteggiato da Matteo Renzi almeno sin dal settembre 2015].
Ebbene, Majorino ha quindi avuto davvero tanti mesi per prepararsi il terreno in vista dello scontro invernale, tanti mesi in cui avrebbe potuto battere la città quartiere per quartiere, centro anziani per centro anziani, associazione per associazione, non diversamente da quanto Giuliano Pisapia fece nell'estate 2010 mentre Stefano Boeri se ne stava ancora tranquillo e a riposo, forte del fatto di essere il candidato supportato dal principale partito della Coalizione [il PD].
Ecco, nonostante la ghiotta occasione, e sebbene già in estate si sapesse che - molto probabilmente - Sala si sarebbe poi candidato con l'appoggio e il supporto del Segretario del principale partito della Coalizione [lo stesso in cui milita Majorino, peraltro], Majorino ha perso tempo, ha fatto la cicala.
Solo dopo l'ufficializzazione della candiatura di Sala, e solo dopo sei mesi dalla sua candidatura, Majorino ha iniziato veramente a muoversi. Peccato che, sceso nella competizione il Commissario Unico di Expo S.p.A., ormai la sua candidatura, "di continuità" con la Giunta Arancione, non fosse più ideale per combatterlo e sconfiggerlo. E non di certo per una mancanza di notorietà: Majorino era [ed è] alla guida di uno degli assessorati più mediatici tra tutti, quello alle Politiche Sociali e Cultura della salute comparendo spessissimo in televisione e sui giornali, giustamente, proprio per questo suo ruolo [si pensi solo alle emergenze sociali dei migranti e dei richiedenti asilo delle ultime due estati, alle attività culturali del Comune nei periodi di ferie invernali ed estive, ai rapporti con il fiorentissimo mondo dell'associazionismo e del volontariato meneghino], benefici mediatici che altri assessorati, come quello al Bilancio, Patrimonio e Tributi non garantiscono affatto, anzi.
Propio per l'inadeguatezza della candidatura "di sinistra" già in campo, Francesca Balzani è stata spinta, e alla fine ha acconsentito, a candidarsi. Perché più indicata a sfidare, con successo Giuseppe Sala.
| Pierfrancesco Majorino |
Insomma, una bella differenza.
| Francesca Balzani |
Alla fine, poi, concluse le Primarie e arrivato ultimo tra i candidati "veri", la sera di domenica scorsa [7 febbraio], Majorino ha dichiarato, sulla propria pagina Facebook:
"Oggi è stata una bella giornata di mobilitazione democratica.
Ringrazio tutti e tutte per il sostegno.
Il nostro è un risultato molto buono, anche al di sopra delle aspettative di molti.
Insisterò senza tregua sul terreno della battaglia dei contenuti: riscatto sociale, diritti civili, ambiente, legalità.".
Ringrazio tutti e tutte per il sostegno.
Il nostro è un risultato molto buono, anche al di sopra delle aspettative di molti.
Insisterò senza tregua sul terreno della battaglia dei contenuti: riscatto sociale, diritti civili, ambiente, legalità.".
"Il nostro è un risultato molto buono": arrivare ultimo tra i candidati veri, prendere meno di un quarto dei voti ed essere più distaccato dal secondo di quanto il secondo non sia dal primo sarebbe "un risultato molto buono".
Legittimamente molti sopraccigli potrebbero alzarsi di fronte a un'affermazione del genere.Nonostante la sua visibilità mediatica sempre più cresciuta, per il suo ruolo Istituzionale, negli ultimi cinque anni, nonostante la sua lunga militanza nella politica locale milanese [che conosce quindi molto bene e in cui è molto consciuto], nonostante la politica sia il suo pane quotidiano [che, quindi, dovrebbe conoscere nel profondo], arrivare ultimo sarebbe "un risultato molto buono".
Arrivare secondo sarebbe stato un risultato molto buono. Arrivare primo, e vincere, lo sarebbe stato. Non di certo arrivare ultimo.
Eppure.
Questa ultima dichiarazione dà proprio la misura del candidato Majorino. Incapace anche di perdere, di riconoscere un evidente, sonoro fallimento [legittimo, perché tutti falliamo molto spesso].
E attenzione, non intendo con tutto questo sostenere che, se Pierfrancesco Majorino si fosse ritirato [nonostante i ripetuti inviti in tal senso], Francesca Balzani avrebbe vinto. Assolutamente.
Francesca Balzani avrebbe dovuto vincere autonomamente, per conto suo, da sola, e non l'ha fatto. Ha perso contro Giuseppe Sala e né lei né i suoi sostenitori possono pensare di dare la colpa a un altro candidato, come molti purtroppo invece fanno: troppo comodo dare la colpa ad altri per i propri fallimenti, molto poco responsabile e ancor meno milanese.
Non riuscire nemmeno a riconoscere, e ad ammettere, una inevitabile, scontata e pesante sconfitta, e ancor di più non riuscire a prevederla e cercare di negarla fino all'ultimo, però, è ancora peggio.
| Giuseppe Sala, candidato Sindaco di Milano per la Coalizione di centrosinistra |
Angelo Alessandro Palmeri