giovedì 18 aprile 2013

L'Elezione in Diretta!













Per chi non volesse perdersi l'elezione del Presidente della Repubblica.. in fondo, comunque vada, non capita mica tutti i giorni!






Angelo Alessandro Palmeri

[Massimo Incegnieri]

El Presidente! [del Cambiamento, eh, quello vero]

 





Stamattina, alla Camera dei Deputati, si riunisce il Parlamento in seduta comune, integrato dai Rappresentanti delle Regioni [cd. "Grandi Elettori", pietoso tentativo di accostarli ai Grandi Elettori statunitensi, ai quali è delegata - dal voto popolare - l'elezione del Presidente], per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica; è un alto momento di Democrazia, questo, od almeno dovrebbe esserlo.

Ieri sera, in piena notte [come si addice alla trama di un qualsiasi romanzo giallo, anche dozzinale], il PD ed i suoi [ex?] alleati hanno votato il nome del candidato alla Presidenza della Repubblica da sostenere oggi. Hanno discusso - ed hanno votato - dopo che il M5S aveva già stabilmente fatto suo il professor Stefano Rodotà, insigne giurista, raffinato politico e personaggio di ampia caratura [e rispetto] internazionale. Un fresco ottuagenario, potrà dire qualcuno, ma dopotutto, anche il buon [?] Napolitano non era differente al momento della sua elezione.

In una convulsa votazione, prima della quale gli uomini di SEL hanno abbandonato il luogo della riunione in grande polemica con gli altri presenti, il PD ha votato, ed ha votato Franco Marini.

Franco Marini.

Franco Marini.


Un ex Presidente del Senato [celebre la sua elezione, avvenuta nel 2006 quando la coalizione di centro-sinistra "godeva" di ben due voti di maggioranza al Senato della Repubblica e diversi buontemponi si divertivano a storpiare, sulle schede, il suo nome, così da rendere il procedimento elettorale una specie di bonaria agonia], politico e sindacalista [CISL] di lungo corso, che è stato candidato senza successo [ebbene sì, è rimasto fuori dal Parlamento!] anche alle ultime elezioni.

Un ex Presidente del Senato che, nell'ormai lontano 1999 [elezione del Presidente Ciampi], già era candidato al soglio qurinalizio.

Un pezzo di novità, insomma.


Una garanzia di cambiamento, quel cambiamento che tanto ha sbandierato Bersani per cinquantatre giorni. Un cambiamento falso.


Ah, intanto il PDL gongola [e vota Marini].




Angelo Alessandro Palmeri

[Massimo Incegnieri]

martedì 9 aprile 2013

Orgoglio e pregiudizio


 
Una tragedia che trasuda dolore, un dramma grande, davvero grande, di due persone che si uccidono.

La morte dei coniugi Dionisi, che si sono suicidati a Civitanova Marche impiccandosi, e del fratello di lei successivamente, non lascia spazio a parole, semplicemente affonda il cuore.

Il Presidente della Camera, Laura Boldrin ha avuto la sensibilità, il buon cuore e l'umiltà di presenziare alle esequie dei tre cittadini. Ha avuto il merito - lei ancora nuova alla politica, lei sempre attenta a "chi sta dietro", a chi va più piano - di prendere sulle sue spalle tutta la rabbia e la disperazione dei cittadini di Civitanova Marche e dei famigliari delle vittime nei confronti dei politici, dello Stato che lei, lì rappresentava.

Non un Bersani, non un Berlusconi, non un Monti - od uno dei loro più vicini sodali - hanno osato avvicinarsi. Non ne hanno la possibilità, dopotutto, non ne hanno la decenza.


Ieri, però, ho letto il consueto contributo di Massimo Gramellini su La Stampa e sono stato sinceramente colpito da due sue parole: "orgoglio" e "dignità".

La dignità, per due persone che hanno sempre lavorato e vissuto del loro, con sacrifici, rinunce e conquiste quotidiane è tanta. Anche l'orgoglio è tanto, l'orgoglio per avercela sempre fatta, per non aver dovuto mai chiedere alcunché ad alcuno, per essere riusciti, sino ai colpi del licenziamento, della "crisi" e di padroni che non pagano [in nero, peraltro, frodando tutti quanti, noi e lo Stato], a disegnare la propria esistenza ed il proprio futuro secondo il proprio progetto.

Le cose, però, non sempre si possono fare assolutamente da soli. E qui il fato, la Comunità e loro due stessi, ad un certo punto sono mancati.

Parla di dignità, Gramellini, dignità in ossequio alla quale i coniugi Dionisi sempre si rifiutarono di rivolgere una richiesta d'aiuto a chi poteva dargliela, allo Stato, a quello Stato che - chi resta - maledice e sbeffeggia.

Però no.

Non si perde la dignità nel rivolgersi ai servizi sociali, nel chiedere aiuto alle organizzazioni caritatevoli per essere aiutati con i pasti o con la spesa. Non si perde la dignità con il chiedere aiuto quando se ne ha vero bisogno.

Gramellini sembra lasciar trasparire il contrario dalle sue parole e.. questo non è giusto.

I coniugi Dionisi hanno vissuto un dramma atroce, indescrivibile, ma la fine l'hanno volontariamente scritta loro. Certo non per dignità, probabilmente per orgoglio [l'altro elemento individuato da Gramellini], per troppo orgoglio.

Il troppo orgoglio fa fare errori, fa male. In alcuni casi anche [purtroppo] uccide.


Lo Stato ha tante, tantissime colpe [leggasi: noi, che influenziamo lo Stato e lo rendiamo come lo vogliamo, abbiamo tante, tantissime colpe], ma non quella di queste due morti, non nella sua totalità.


Lo Stato avrebbe potuto fare di più per aiutare queste due persone, come tanto fa per aiutarne altre e troppo poco fa per supportarne altre ancora; lo Stato dovrebbe riuscire ad essere più elastico, quando pretende versamenti e tributi; lo Stato dovrebbe.. Noi dovremmo.

Noi dovremmo pretendere uno Stato più impegnato a sorreggere e tutelare le persone che - non per loro inettitudine - soffrono e vivono serie difficoltà, noi dovremmo costruire uno Stato elastico quando serve ma anche rigido ed inflessibile ove necessario, noi dobbiamo capire che uno Stato così pusillanime e meschino ce lo siamo costruito noi.



Angelo Alessandro Palmeri

[Massimo Incegnieri]

giovedì 4 aprile 2013

Opa Pyongyang Style : nuclear attack !!!







"Prepare for the nuclear attack! "
Questa canzone del gruppo metal svedese " Sabaton " mi è subito venuta in mente a seguito delle recenti dichiarazioni del giovane Kim Jong - Un ( la troverete in fondo all'articolo )

Ma torniamo alle cose serie: cosa ci dobbiamo aspettare dai proclami di guerra contro la Corea del Sud e gli Stati Uniti? Dobbiamo prendere in seria considerazione un possibile olocausto nucleare?

Volete un parere  personale ? Proclami, proclami e ancora proclami.
Ci può essere qualche rischio concreto nelle esplosive minacce del giovane leader Nord Coreano? Poco o nulla. Vediamo il perché.

Partiamo da un presupposto. 
Il giovane Kim ha un problema di tipo anagrafico: l'età. Ma non solo. 
E' il figlio del fu caro leader Kim Jong - Il , amato dai generali e che proprio per questo motivo potrebbero essere insofferenti dinnanzi al cambio di leadership. 
Per questo motivo Kim deve dimostrare di avere credibilità, soprattutto in un sistema decisionale chiuso come quello Nord Coreano, dove le decisioni politiche e militari vengono prese da un gruppo ristrettissimo di consiglieri. In questo caso i generali.  
In un Paese come la Nord Corea l'esercito gioca infatti un ruolo fondamentale: se da una parte è garante e protettore del regime, dall'altra può considerarsi come il mezzo principale per " eliminare " chi dello Stato ne è il Presidente. 

Kim evidentemente non convince. O perlomeno non convince ancora.  Il paragone col padre resta, ed è un'eredità pesante. Su di sé ha la responsabilità di mantenere lo status quo che ha caratterizzato la Corea del Nord dagli anni cinquanta ad oggi. Probabilmente è persino lo stesso giovane Presidente ad essere cosciente di questo stato di cose, consigliato forse da qualche suo fedele spin doctor. 
L'impressione circa la strategia di politica estera che sta portando avanti è quella del chicken game : vuole spingersi fino al limite per schivare l'impatto all'ultimo. Una sorta di prova di coraggio, di rito di iniziazione per essere ammesso nel club. Un' escalation di provocazioni, certamente forti ma prive di qualsiasi fondamento.Se poi a queste si aggiungono i fatti concreti, ecco che la commedia in salsa Orientale è ben servita. Tutto sembra credibile. Dall'esercito che si attesta sui confini sino alla chiusura del distretto industriale condiviso tra Corea del Sud e quella del Nord.Certamente plauderanno anche i fedeli alleati, dall'Iran alla Bielorussia. La Cina invece ha dichiarato esplicitamente " irritazione " per l'atteggiamento di Pyongyang.

Tuttavia oltre alla credibilità esterna ed interna, il Presidente Nord Coreano deve fare i conti con il suo potere non ancora del tutto consolidato. E' vero, è pur sempre il figlio del " divino " Kim Jong - Il  ma è privo di quell'esperienza politica necessaria per muoversi in quel giardino di serpi che aspettano soltanto un suo minimo errore. Ecco quindi la sua necessità di emergere come uomo forte, attirando su di sé riflettori internazionali e proiettando l'attenzione della propria opinione pubblica e dei suoi generali dall'interno verso l'esterno. Tutto ciò è sintomo di pressioni molto forti : scaricare tensioni all'esterno per depressurizzare il clima interno. 

Prima di concludere qualche osservazione. 
Alcuni si saranno probabilmente spaventati anche per via delle manovre strategiche degli Stati Uniti. In realtà i discorsi che vengono fatti a portata dell'opinione pubblica sono sempre molto diversi dalla realtà: gli Usa si stanno ritagliando una doppia posizione favorevole. "Fingendo" di abboccare alla minaccia spostano uomini e mezzi, in maniera tale da aumentare ulteriormente la propria presenza in una zona nevralgica come il Pacifico Orientale. 
La Cina probabilmente è conscia che l'atteggiamento della Corea del Nord sta favorendo una progressiva penetrazione americana, ma, per un'ovvia conseguenza logica, non può alzare la voce. Se lo facesse rischierebbe di legittimare i deliri Nord -Coreani. In fondo Seul è alleata di Washington e se viene minacciata è ovvia una mobilitazione militare Statunitense. 

Quindi, nessuna paura. E' il normale decorso della politica internazionale. Nessuno attaccherà nessuno, non ci sarà alcun olocausto nucleare. 
A meno che qualche generale, prendendo sul serio il buon Kim, non superi quella zona demilitarizzata larga 4 km .... 







Massimo Incegnieri
( Angelo Alessandro Palmeri )