Questa settimana avrei voluto occuparmi di Fermare Il Declino, un movimento libera-liberista assolutamente comune nel mondo ma molto innovativo per quanto riguarda l'Italia; i fatti mi hanno preceduto ma nonostante ciò penso che questo contributo possa comunque avere una qualche utilità.
Fermare Il Declino ["Fid"] rappresenta una novità nel panorama politico-elettorale del Paese, una novità che reputo interessante e ben congegnata, un serio esempio di quel che una destra [in senso moderno] vera e capace [a differenza dell'attuale PdL, composto peraltro più da ex socialisti e comunisti [
sic!] che da liberali e liberisti]. In particolare quello di Fid è l'unico
programma - elettorale - che scende dall'iperuranio delle idee di società per addentrarsi più nel
merito delle azioni da intraprendre per cercare di modificare il nostro Paese: propone già molti numeri, oltre che pure e vaghe idee, annuncia già - pur essendo un "semplice" programma elettorale - quanto si vuole investire in un dato ambito, da dove si vogliono recuperare le risorse e come le si vuole recuperare.
Sebbene avanzi proposte in diversi casi - personalmente - poco o per nulla condivisibili, Fid rappresenta un unicum, assolutamente da apprezzare; apprezzato - sensibilmente - proprio in quel Nord industrial-imprenditoriale che più è avvezzo alle questioni economiche, in specie Lombardia e Veneto.
Un movimento che, però, ha candidato Oscar Giannino come Capolista [e candidato Presidente del Consiglio de facto].
Questa è stata la scelta, l'unica per la verità, che mi ha sempre lasciato perplesso.
Mi ha lasciato perplesso perché se, da un lato, Fid è un movimento che vuole impostare una politica basata sul merito, sulla pulizia e sulla trasparenza - oltre che su competenza e coerenza - dall'altro Giannino è quel giornalista che negli anni "zero" [ossia la prima decade del secolo] è spesso e volentieri stato - sulla carta stampata così come in televisione - un alfiere di Silvio Berlusconi, di quel Berlusconi che alzava le tasse, non toccava i privilegi, difendeva gli annidamenti della politica. Come può, mi sono sempre chiesto, un sostenitore di un partito così poco liberale come la Casa delle Libertà prima ed il Popolo delle Libertà poi oggi invece sostenere idee molto distanti [nei fatti] da qelle sostenute da Berlusconi ed il suo partito?
Non sarà, forse, per un eccesso di vanità di Giannino?
La mia domanda è sempre rimasta senza una risposta, continuamente messa a confronto con le idee, le proposte concrete e le esternazioni di Fid che piano piano la stavano facendo sopire, sebbene una certa diffidenza - non in Fid bensì proprio in Giannino - non sia mai venuta meno.
Gli avvenimenti degli ultimi giorni, però, hanno rivoluzionato tutto ciò. La mia domanta s'è prima ridestata e, successivamente, il dubbio nei confronti di Giannino ha trovato - purtroppo - conferma [e dico "purtroppo" perché Fid appariva davvero come una ventata di aria fresca, entrato nell'arena politica in maniera dirompente, mentre ora appare improvvisamente stanco, svuotato; appare svanita quella forza che, nei suoi messaggi, appariva grande e granitica].
Cos'è successo?
E' successo che Giannino si è mostrato per quello che è: un quaqquaraquà.
E' nuociuto a se stesso ma, principalmente, è nuociuto a Fid ed - in senso lato - a tutta la Comunità.
Molti, nel movimento Fermare il Declino, hanno - forse istintivamente - dato la colpa del terremoto a Zingales, un fondatore del movimento tanto quanto Giannino [e, quindi, certo non meno meritevole] che ha avuto il coraggio e la prontezza di dimettersi da Fid quando nessuno gliel'ha chiesto e spontaneamente.
La colpa, invece, è tutta [di quel pirla, diremmo noi milanesi] di Giannino.
Giannino ha mentito consapevolmente e scientemente, tante volte, troppe volte, sostenendo di aver conseguito un master a Chicago, dove era andato a fare un corso di inglese [!] e - pare - nemmeno alla University of Chicago Booth School of Business. Non solo, ha, negli anni, millantato anche di aver conseguito due lauree, italianissime questa volta, in Giurisprudenza ed in Economia.
Tutto falso.
Un mentitore.
Altro non ci sarebbe da aggiungere, ma in realtà c'è.
Davanti a tutto ciò Giannino ha prima dettato, all'agenzia ANSA questa risposta [corsivo e grassetto aggiunto, N.d.A.]:
"Mi hanno detto che
in rete c'e' una cosa che gira su un mio presunto master alla Chicago
Booth. Vorrei chiarire che su questo c'e' un equivoco. Io il master non
l'ho preso alla Chicago Booth. Sono
andato a Chicago a studiare l'inglese e cosi' via. Bastava chiederlo e
avrei risposto. Lo chiarisco perche' - ha aggiunto - in rete c'e' una
cosa che monta. Luigi Zingales insegna alla Chigaco Booth, mi e'
capitato di parlarci ed e' uno dei nostri fondatori. Insegna li'. Io
sono stato a Chicago da giovane a studiare e - ha concluso - non ho
preso il master alla Chicago Booth"
dalla quale discendono una domanda ed una considerazione:
- ma come, Zingales è uno dei soci fondatori di Fid, e gli "capitato di parlarci" soltanto? Davvero non lo conosce un pochino di più?
- E poi, dipingendo una povera furbizia da strada, parla di "equivoco". Un equivoco molto poco involontario, a sentire le parole pronunciate su RepubblicaTV il 5 febbraio scorso ["...Luigi Zingales, che insegna a Chigago dove ho preso il master..."], ancora meno involontario prendendo visione del Curriculum Vitae di Giannino sul sito dell'Istituto Bruno Leoni, prontamente modificato nonappena lo "scandalo è emerso.
E' sparito il master e, ancora più grave, sono sparite le due lauree.
Giannino si è, dunque, presentato ieri alla Direzione di Fermare il Declino dimissionario e l'Organo ha - dopo più di quattro [!] ore di riunione - accolto le sue dimissioni e nominato un nuovo Presidente del movimento, Silvia Enrico.
Una semplice domanda mi sovviene: di fronte ad un caso così eclatante di menzogne, reiterate per anni, erano proprio necessarie quattro ore di riunione per accogliere le [dovute] dimissioni di Giannino?
Inoltre, come mai Giannino ha dovuto [o voluto] aspettare ore e giorni prima di dimettersi? Come mai non ha seguito le orme del suo collega fondatore di Fid Zingales, che si è dimesso immediatamente, non appena scoperta la faccenda?
Perché si è dimesso solo quando costretto a farlo, dai fatti che hanno dimostrato la sua incompatibilità con quella di leader di un movimento con i principi di Fdi?
Eppure ieri sera, ospite de "Le invasioni barbariche", Giannino ha ammesso che le sue bugie su lauree e master sono vecchie di anni, continuativamente ripetute a destra ed a sinistra, tanto che "nel tempo questa cosa si è sedimentata".
Dove sta il così detto "equivoco" in delle bugie dette e ridette per innumerevoli volte, sinanche alla vigilia delle elezioni?
Forse, tanta colpa Zingales non ce l'ha alla fine; forse tanta colpa ce l'ha Giannino, che consciamente e volontariamente si è fatto alfiere - dopo aver abbandonato le insegne storiche di Berlusconi - di un movimento che non poteva rappresentare. Semplice.
Sembra, quindi, che quel dubbio sulla vanità si sia dimostrato fondato; un personaggio ambizioso, Giannino, sicuramente con una certa competenza guadagnata sul campo pratico ma senza particolari capacità [lauree e master - od almeno una laurea - li avrebbe senz'altro conquistati, altrimenti] che ha sentito il bisogno di falsificare il proprio Curriculum Vitae, come il più banale dei falsi dentisti o falsi medici [come quell'Umberto Bossi che, con la prima moglie, fingeva di uscire ogni mattina per andare al lavoro come medico, con tanto di valigetta coreografica e non prima di aver inscenato ben due diverse feste di laurea]. Forse, così, con tre titoli accademici di prestigio finti, si sarà sentito meno solo in mezzo ai tanti titolati accademici [veri] che hanno fondato - con lui - Fondare il declino.
In conclusione, ed in considerazione del gravissimo danno perpetrato nei confronti di Fermare il Declino e della Comunità intera [che, che ne condivida o meno le idee pratiche, ha perso o comunque rischia di perdere un più che valido ed innovatore protagonista della vita Politica, quella vera, italiana], viene in mente una frase che Giannino ha pronunciato in un suo intervento a Milano il 9 febbraio riferendosi al tema del merito [riferendosi al fatto che un parlamentare di Fid - presumibilmente lui stesso - che, in Parlamento, avrebbe urlato ad un rettore di un grande ateneo del Sud [colpevole, ignobilmente, di aver costretto un professore della sua università a ritirare la candidatura con Fid perché egli stesso era - ed è - candidato con il Scelta Civica, ossia Monti, una frase ben specifica ogniqualvolta tale rettore avesse parlato di merito in Aula]... TACI, MISERABILE!
Angelo Alessandro Palmeri
[Massimo Incegnieri]