Stamattina, alla Camera dei Deputati, si riunisce il Parlamento in seduta comune, integrato dai Rappresentanti delle Regioni [cd. "Grandi Elettori", pietoso tentativo di accostarli ai Grandi Elettori statunitensi, ai quali è delegata - dal voto popolare - l'elezione del Presidente], per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica; è un alto momento di Democrazia, questo, od almeno dovrebbe esserlo.
Ieri sera, in piena notte [come si addice alla trama di un qualsiasi romanzo giallo, anche dozzinale], il PD ed i suoi [ex?] alleati hanno votato il nome del candidato alla Presidenza della Repubblica da sostenere oggi. Hanno discusso - ed hanno votato - dopo che il M5S aveva già stabilmente fatto suo il professor Stefano Rodotà, insigne giurista, raffinato politico e personaggio di ampia caratura [e rispetto] internazionale. Un fresco ottuagenario, potrà dire qualcuno, ma dopotutto, anche il buon [?] Napolitano non era differente al momento della sua elezione.
In una convulsa votazione, prima della quale gli uomini di SEL hanno abbandonato il luogo della riunione in grande polemica con gli altri presenti, il PD ha votato, ed ha votato Franco Marini.
In una convulsa votazione, prima della quale gli uomini di SEL hanno abbandonato il luogo della riunione in grande polemica con gli altri presenti, il PD ha votato, ed ha votato Franco Marini.
Franco Marini.
Franco Marini.
Un ex Presidente del Senato [celebre la sua elezione, avvenuta nel 2006 quando la coalizione di centro-sinistra "godeva" di ben due voti di maggioranza al Senato della Repubblica e diversi buontemponi si divertivano a storpiare, sulle schede, il suo nome, così da rendere il procedimento elettorale una specie di bonaria agonia], politico e sindacalista [CISL] di lungo corso, che è stato candidato senza successo [ebbene sì, è rimasto fuori dal Parlamento!] anche alle ultime elezioni.
Un ex Presidente del Senato che, nell'ormai lontano 1999 [elezione del Presidente Ciampi], già era candidato al soglio qurinalizio.
Un pezzo di novità, insomma.
Una garanzia di cambiamento, quel cambiamento che tanto ha sbandierato Bersani per cinquantatre giorni. Un cambiamento falso.
Ah, intanto il PDL gongola [e vota Marini].
Ah, intanto il PDL gongola [e vota Marini].
Angelo Alessandro Palmeri
[Massimo Incegnieri]
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